Conosciamo il Consiglio di Amministrazione di Cssa (3): Intervista ad Alessio Bui

CdaLo scorso Maggio si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione della cooperativa.
Abbiamo pensato di porre alcune domande a tutti i consiglieri per conoscerli un pò meglio e capire in che modo aiuteranno tutti noi a crescere e migliorare.
Ecco le quattro semplici domande:

1- quale la sua visione della cooperazione nel nostro momento storico?

2-  quale compito e impegno si è dato per far crescere la Cssa durante il suo mandato?

3- quali le sfide più urgenti per la Cssa e le cooperative sociali in generale?

4- quali le strategie da portare avanti sia come gruppo dirigente che singoli soci e cooperanti per far crescere la Cssa?

 Alessio Bui ha iniziato mettendo un titolo alla sua intervista: 

" Per fare più grande CSSA: innovazione e valorizzazione del capitale umano" Premetto che è mia profonda convinzione asserire che l'innovazione sociale non sia dovuta soltanto alla tecnologia o alla disponibilità di risorse finanziarie ma che ci siano altre dimensioni che contribuiscono ad aumentare la competitività di un' impresa quale è la nostra, una cooperativa di produzione lavoro .
L’attenzione alla valorizzazione del capitale umano è sicuramente una di queste. Ed ha tutti i titoli per essere annoverata nell' ambito dell'innovazione sociale.
Tuttavia, prendendo atto del passaggio di consegne professionali, fra generazioni di lavoratori e di competenze (acquisite non solo internamente alla cooperativa), voluto dall'assemblea dei soci del giugno scorso, l'azione del Consiglio di Amministrazione e del Comitato di Direzione deve garantire la continuità di gestione, assumendo decisioni che non siano solamente "simboliche" e che  siano coerenti con la strada intrapresa. Innanzitutto, lo sforzo di comprendere i cambiamenti intervenuti nel territorio in cui  CSSA opera da anni deve essere condiviso da tutti e, in questo nuovo contesto, vanno ottimizzate e sviluppate le competenze maturate in oltre vent' anni d' assidua e riconosciuta  attività,  rilanciando contestualmente  la " produttività" della cooperativa. La crisi economica, così lunga e profonda, il ridimensionamento operato dai diversi Enti Locali nei servizi di trasporto scolastico, disabili, anziani, la scarsa remuneratività di alcune attività storiche, ha confuso molto le carte (e i numeri).
Conseguentemente, non possiamo più sottrarci all'urgentissima necessità ,di fare una radiografia di un ciclo, sufficientemente lungo, che ci consenta di diagnosticare se per la nostra cooperativa  sta iniziando una crisi d'identità operativa che la situazione economica complessiva potrà solo aggravare. Dobbiamo cercare di non farci contagiare dalla malattia della "senilità" che caratterizza una parte del sistema cooperativistico italiano, ma anche probabilmente qualche "nostro socio":
"la sua lentezza nell' adeguarsi ai cambiamenti tecnologici e al mercato, la sua difficoltà a spostarsi verso settori più avanzati e remunerativi, la disponibilità a mettersi in discussione e a formarsi su nuove competenze e capacità operative". La sfida a questo punto per CSSA è individuare la giusta terapia . Un po' di vitamina, ovvero un abbassamento deciso dei costi generali e possibilmente del costo del lavoro (equità e rivisitazione dei contratti di lavoro in essere, remunerazione della produttività e degli obiettivi raggiunti, valutazione dei costi /benefici dei consulenti in situazioni in cui sono presenti responsabili di area, riduzione del numero degli stessi, spese generali ecc. Ecc ) aiuta certamente.
Ma la cura vera richiede la somministrazione di due terapie in parallelo, ambedue assai difficili: il cambiamento culturale "dei soci " e quello strutturale degli Enti Locali e dello Stato (Ulss, Comuni, Regioni ,  Prefetture, ecc) Se i "soci" non investiranno su managerializzazione, innovazione, misurazione delle performance, aumento concreto e misurabile della  propria produttività ed efficienza, crescita della cooperativa , investimenti in nuovi saperi e competenze strategiche (con contestuale riconversione di quelle che non lo sono più)  il declino è assicurato e quella torta (che è il bilancio e conseguentemente le risorse a disposizione dei lavoratori), magari anche più velocemente rispetto agli ultimi anni, ineluttabilmente si farà sempre più piccola. Se gli Enti Locali, le Ulss, lo Stato, le Università non entreranno rapidamente nel XXI secolo cambiando il loro modo di essere e investendo nella ricerca, nell' istruzione, nella qualità dei servizi e nella programmazione degli stessi  ( non facendo solo gare al massimo ribasso), è difficile credere e vedere un futuro per le Cooperative. La prognosi a questo punto è aperta anche in CSSA. La crisi sta selezionando drammaticamente sia le imprese che le cooperative e la maggior parte di quelle che sono riuscite a rimanere "a galla " lo devono essenzialmente alla diversificazione delle competenze e delle attività proposte ma anche grazie al controllo dei costi di produzione, del costo del lavoro  (bilancio) e per aver messo in campo una nuova  generazione di soci capaci di cogliere i cambiamenti, ottimizzando e sviluppando nuove competenze e saperi, senza il  timore di sperimentare nuove strade. Tornando all' inizio del discorso: affinché la cooperativa si possa espandere e migliorare, è necessaria la disponibilità, di tutti i soggetti coinvolti, a mettersi in discussione e ad essere disponibili ad operare dove viene riscontrato un maggior bisogno, anche a prescindere dalla propria storia professionale.

Non risulta esserci un "demansionamento" per alcuno ,anzi, la sua valorizzazione  laddove ce n’è più bisogno e dove c’è la necessità di professionalità e competenza già acquisita.

AVVERTENZA PER I NAVIGANTI: Qualche socio nelle ultime settimane, in contesti diversi, affermando che "fa politica", ha tessuto una specie di elogio delle "sfumature", nonché una implicita critica delle decisioni  del CdA e del CdD  sull' assetto amministrativo ed operativo della CSSA, eludendo la complessità del momento per tutto il mondo cooperativistico e, in particolare, per la cooperativa in cui lavora.
Al rispetto delle complessità (che è anche rispetto del limite e forse accettazione dell' ignoto) si arriva solo con gli anni e niente è più naturale dell' animoso rifiuto che il giovane oppone ai dubbi dell' adulto: li traduce in pavidità, stanchezza, opportunismo.
Ma chi pone dubbi e ostacoli in CSSA non ha più vent' anni!
Questi dubbi ed ostacoli mi suscitano l' inattesa libertà di riconoscermi spesso al di sotto della comprensione delle cose e dell' animo umano: condizione che, piuttosto che deprimermi, mi regala una straordinaria voglia (giovanile!) di capire ancora di più il mondo e le persone, o almeno di provare a farlo. Niente è noioso come le certezze e il narcisismo. Niente è vecchio come le certezze e la eccessiva considerazione personale e l' indisponibilità a far valutare il proprio operato. Alessio Bui
componente CdR Cssa                             Spinea  febbraio 2016

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